La storia della Lanterna inizia attorno al 1128, quando sul promontorio di Capo di Faro venne eretta una torre di guardia per controllare il mare e segnalare la presenza di navi. Quella struttura rudimentale, alta circa 40 m sullo scoglio, non era un faro come lo intendiamo oggi, ma una torre con roghi di erica e ginestra, accesi all’apice per guidare le imbarcazioni verso il porto.
Intorno al 1326 fu introdotta la prima lanterna ad olio d’oliva, con vetri trasparenti realizzati da maestri vetrai liguri e veneziani, che concentravano la luce in un fascio visibile a distanza.
La prima raffigurazione storica risale al 1371, visibile nei registri marittimi conservati in Archivio di Stato.
Nel Quattrocento la torre venne utilizzata anche come prigione: tra i reclusi figura Giacomo di Lusignano, re di Cipro, trattenuto nella torre per cinque anni. Nel 1507 il re francese Luigi XII fece edificare la Fortezza della Briglia alla base della Lanterna, per controllare il porto: la conseguente rivolta genovese del 1514 la danneggiò gravemente.
Fu così che, nel 1543, il teologo Doge Andrea Centurione Pietrasanta, con il supporto economico del Banco di San Giorgio, promosse una ricostruzione completa in stile rinascimentale – l’aspetto attuale fu definito in quell’anno.
Sin dal Medioevo la Lanterna subì danni a causa di fulmini, come quello del 1481 che uccise un guardiano, e di guerre. Per proteggerla furono installati tiranti nel 1711 e un parafulmine nel 1778
Il salto tecnologico avvenne a metà Ottocento: nel 1840-41 venne introdotta una lente di Fresnel rotante di 4 m di diametro, con un raggio visibile fino a 20 miglia (circa 37 km) Progressivamente si passarono dal gas acetilene (1898), al petrolio pressurizzato (1905), fino all’elettrificazione completa nel 1936.
La Lanterna resistette al bombardamento navale francese del 1684, alla rivolta del 1746, e sopravvisse indenne ai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale.
Negli anni ’50 furono sostituiti lanternino e ottica, e tra il 1967 e 1970 furono eseguiti importanti restauri a cura della Soprintendenza e del Genio Civile. Oggi la Lanterna è visitabile: si salgono 365 gradini fino alla prima terrazza pubblica, mentre la seconda è riservata alla Marina Militare. Nel 2004 è stato inaugurato il Museo della Lanterna (lanternadigenova.com), all’interno delle fortificazioni seicentesche, che racconta la storia millenaria del faro attraverso documenti, video e cimeli.
– È il faro più alto del Mediterraneo (77 m, 117 m sul livello del mare) e il secondo faro tradizionale d’Europa, dopo l’Île Vierge in Bretagna museidigenova.it.– La Lanterna è il terzo faro attivo più antico al mondo, dopo la Torre di Ercole (Spagna) e quello di Kõpu (Estonia) restauroeconservazione.info.– Diversi aneddoti la circondano: si dice che l’architetto progettista sia stato ucciso “per evitare che rifacesse un’opera simile”, e che proprio lì Antonio Colombo – zio di Cristoforo – lavorasse come guardiano nel 1449 nauticareport.it.– Ancora oggi, la Lanterna è un’icona amatissima dai genovesi, presente nella loro musica popolare («Ma se ghe penso»), nella cultura urbana e nei festeggiamenti della Derby della Lanterna tra Genoa e Sampdoria
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